CASSIRER, Ernst

Storia della filosofia moderna, vol. I-IV[1]

(t. o.: Erkenntnisproblem in der und Wissenschaft neurenen Zeit)[2]

NOTIZIA BIOGRAFICA

Ernst Cassirer nacque il 28 luglio 1874 nella città tedesca di Breslau nella Slesia (oggi Wroclaw in Polonia), in una famiglia di ricchi commercianti ebrei tedeschi. Compì a Berlino la sua prima formazione culturale, proseguita poi a Lipsia, Heidelberg, Marburgo. A Berlino, insieme con altri membri della famiglia, esercitò notevole influenza nella vita culturale e artistica. Fu successivamente docente universitario a Berlino, Amburgo (Rettore dell'Università nel 1929-30), Oxford, Goteborg, Yale University, Columbia University. Morì il 13 aprile 1945.

L'incidenza di Cassirer nella cultura filosofica europea degli anni Venti è legata alla teoria delle forme simboliche, formulata nell'ambito di una ricerca gnoseologica radicata nella tradizione neokantiana. I due problemi fondamentali per gli interpreti del neokantismo, la storia filosofica della filosofia secondo Kant e la nascita di una kantiana teoria della conoscenza, si combinano in Cassirer che fa della teoria della conoscenza il principio esplicativo della storia della filosofia e il principio genetico dell'intero campo filosofico. Di qui il grande progetto storiografico dell'Erkenntnisproblem come ricostruzione della storia teleologica del kantismo e il progetto metodologico di fondazione di una nuova teoria generale della conoscenza sviluppato in altre opere.

CONTENUTI DELL'OPERA

Diamo un sommario degli indici dei quattro volumi:

Vol. I

Prefazione alla prima edizione: Introduzione

Libro primo. La rinascita del problema della conoscenza

Capitolo primo: Niccolò da Cusa

Capitolo secondo: L'umanesimo e il conflitto tra platonismo e aristotelismo

Capitolo terzo: Lo scetticismo

Libro secondo. La scoperta del concetto di natura

Capitolo primo: La filosofia della natura

        A. Il concetto del mondo come organismo

        B. La psicologia della conoscenza

        C. I concetti di spazio e tempo. La matematica

        D. Il sistema copernicano e la metafisica. G. Bruno

Capitolo secondo: La nascita della scienza esatta

Libro terzo. La fondazione dell'idealismo

Capitolo primo: Descartes

Capitolo secondo: Lo sviluppo della filosofia cartesiana

Vol. II

Libro quarto. Gli inizi dell'empirismo

Capitolo primo: Bacone

Capitolo secondo: Gassendi

Capitolo terzo: Hobbes

Libro quinto. Continuazione e compimento del razionalismo

Capitolo primo: Spinoza

Capitolo secondo: Leibniz

Capitolo terzo: Tschirnhaus

Capitolo quarto: Il razionalismo nella filosofia inglese

Libro sesto. Il problema della conoscenza nel sistema dell'empirismo

Capitolo primo: Locke

Capitolo secondo: Berkeley

Capitolo terzo: Hume

Libro settimo. Da Newton a Kant

Capitolo primo: Il problema del metodo

Capitolo secondo: Spazio e tempo

Capitolo terzo: L'ontologia. Il principio di contraddizione e il principio di ragion sufficiente

Capitolo quarto: Il problema della coscienza. Giustificazione soggettiva e oggettiva della conoscenza

Libro ottavo. La filosofia critica

Capitolo primo: Il sorgere della filosofia critica

Capitolo secondo: La critica della ragione

        I. Considerazioni generali sul problema della conoscenza

        II. Il problema dell'oggettività. Distinzione tra analitico e sintetico

        III. Spazio e tempo

        IV. Il concetto di autocoscienza

        V. La "cosa in se"'

Vol. III

Prefazione: Introduzione

Capitolo primo: L'oggetto dell'esperienza e la cosa in sè

        I. Friedrich Heinrich Jacobi

        II. La filosofia elementare del Reinhold

        III. Enesídemo

        IV. Jacob Sigmund Beck

        V. Salomon Maimon

Capitolo secondo: Fichte

Capitolo terzo: Schelling

Capitolo quarto: Hegel

        I. Il concetto di sintesi in Kant e in Hegel

        II. Idealismo critico e idealismo assoluto

Capitolo quinto: Herbart

Capitolo sesto: Schopenauer

Capitolo settimo: Fries

Vol. IV

Introduzione

Libro primo. La scienza esatta

Capitolo primo: Il problema dello spazio e la scoperta della geometria non euclidea

Capitolo secondo: Esperienza e pensiero nella costruzione della geometria

Capitolo terzo: Concetto di ordine e misura nella geometria

Capitolo quarto: Il concetto di numero e la sua base logica

Capitolo quinto: Scopi e metodi della fisica teorica

Libro secondo. L'ideale della conoscenza nella biologia e le sue trasformazioni

Capitolo primo: Il problema della classificazione e della sistematica delle forme naturali

Capitolo secondo: L'idea della metamorfosi e la "morfologia idealistica"

Capitolo terzo: La storia dell'evoluzione come problema e come principio

Capitolo quarto: Il darwinismo quale dogma e quale principio della conoscenza

Capitolo quinto: La meccanica dell'evoluzione e il problema causale nella biologia

Capitolo sesto: La discussione sul vitalismo e l'"autonomia degli organismi viventi"

Libro terzo. Forme e tendenze fondamentali della conoscenza storica

Capitolo primo: L'avvento dello storicismo. Herder

Capitolo secondo: Il Romanticismo e gli inizi della scienza critica della storia. Niebuhr, Ranke, Humbold

Capitolo terzo: Il positivismo e il suo ideale di conoscenza storica. Hippolyte Taine

Capitolo quarto: Theodor Mommsen

Capitolo quinto: Jacob Burckhardt

Capitolo sesto: Karl Lamprecht

Capitolo settimo: L'influsso della storia della religione sull'ideale della conoscenza storica. Strauss Renan, Fustel de Coulanges

LA PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE

Nella prefazione alla I edizione del I vol. (1906), Cassirer spiega con linguaggio semplice e chiaro il programma che si propone, e che resterà il medesimo per i successivi trentaquattro anni, fino alla redazione del IV vol. (1940): elaborare un nuovo concetto di conoscenza, anzi un nuovo ideale di sapere. Demolita l'illusione della realtà l'antidogmatismo, grazie all'autocoscienza teoretica, può affrontare l'illusione non meno pericolosa del concetto. Grazie alla considerazione storica l'illusione dell'assoluto si scioglie come neve al sole e le premesse della scienza appaiono in tutta la loro relatività.

Le singole idee dei filosofi vanno riprodotte con fedeltà storica, secondo il loro senso generale, ricercandone quell'unità interna che non è data, ma creata dalla sintesi del pensiero. La logica immanente della storia offre la possibilità di utilizzare un procedimento critico incontestabile, basato su presupposti gnoseologici definitivi.

L'indagine non si limita ai singoli sistemi filosofici ma si rivolge alle correnti di tutta la cultura spirituale e prima di tutto all'origine e al perfezionamento della scienza esatta.

Materia del primo volume sono gli inizi della filosofia moderna, "il rinascimento filosofico e scientifico" come "fondamento originale e sicuro per tutto ciò che segue". E' preannunciato pure che "il secondo volume comincerà con la filosofia empiristica inglese, per poi seguire, in due direzioni, lo sviluppo dell'idealismo da Leibniz in poi e il processo della scienza della natura da Newton in poi; le due correnti si riuniscono nella filosofia critica, con la trattazione della quale si conclude l'opera".

PRIMO E SECONDO VOLUME

L'Erkenntnisproblem "si propone di esaminare e chiarire la genesi storica dei problemi fondamentali della filosofia moderna" (p. 9). Al centro dell'opera è posto il nuovo concetto della conoscenza elaborato dai sistemi moderni. Cassirer motiva il punto di vista prospettico scelto con la centralità dell'autocoscienza teoretica all'interno del processo di trasformazione filosofica e scientifica dell'età moderna.

Sul piano metodologico, Cassirer cerca di unificare l'interesse sistematico e l'interesse storico, l'analisi critica, che mira alla comprensione della "struttura interna e regolare della scienza in base ai suoi principi" (p. 10), e l'analisi storica che opera sia in direzione del riconoscimento della relatività e dipendenza storica dei principi, sia in direzione genetica, in direzione cioè della messa in luce delle loro fonti storiche.

Negli stessi anni in cui Dilthey e l'ermeneutica storica formulano un concetto di orizzonte e di tradizione, anche Cassirer elabora un concetto di orizzonte, l'orizzonte intellettuale, all'interno del quale comprendere le idee filosofiche e scientifiche.

L'Introduzione teorica all'E., prefigura il successivo percorso teoretico, caratterizzato da un'adesione sempre più marcata ai principi e ai contenuti del neokantismo marburghese. I nodi fondamentali sono da un lato la contrapposizione tra "concezione popolare" e ingenua della conoscenza, secondo la quale essa consiste nella ripetizione, riproduzione o rispecchiamento nel soggetto degli oggetti postulati di fronte, e concezione critica, secondo la quale la conoscenza consiste nella scelta e nell'ordinamento critico degli oggetti della percezione, con la conseguente problematizzazione o crisi dell'immagine naturale del mondo; dall'altro l'interpretazione critica e neocritica dei concetti scientifici, non come l'imitazione di cose", principi mimetici, ma come "creazioni del pensiero", principi simbolici, "simboli" dell'ordinanento.

La problematizzazione dell'immagine del mondo rappresenta in tal senso lo sfondo teorico della nascita e della formazione del sistema moderno della conoscenza.

La storia della teoria della conoscenza non rappresenta per Cassirer l'una parte della storia della filosofia", ma rappresenta l'intero campo" della ricerca filosofica; infatti, il compito della filosofia in ogni singola fase del suo sviluppo consiste nel mettere costantemente in rilievo, in un concreto complesso storico di determinati concetti e principi scientifici, le funzioni logiche generali della conoscenza" (p. 32).

Dal punto di vista più propriamente metodologico l'Introduzione sostiene la necessità di una ricostruzione della teoria gnoseologica a partire dalla totalità dei movimenti intellettuali; la necessità della ricostruzione del rapporto scienza-filosofia nel contesto delle influenze esercitate sul problema conoscitivo dalle scienze matematiche, dalla scienza della natura e dalle scienze dello spirito; il significato teorico e storico del sistema kantiano, posto non come la fine ma come l'inizio della critica della conoscenza e il problema dei rapporti di Kant con la scienza del XVIII secolo. Un ulteriore elemento, significativo circa la concezione di Cassirer della filosofia della storia e la sua ricerca di un fine, di una legge, di un senso unificante lo sviluppo del pensiero, è dato dal motivo conclusivo della continuità del pensiero. Tale continuità interna è condizione necessaria per il cominciamento della conoscenza storica, come "a priori puro della storia" che esclude ogni ipotesi metafisica dalla filosofia della storia. Infatti "l'errore della filosofia metafisica della storia non consiste nel fatto che essa, in generale, postula (...) un soggetto, ma nel fatto che essa lo oggettiva" (p. 33).

L'interpretazione cassireriana del Rinascimento vuole mettere in luce il carattere filosofico del periodo, rivelato dalla nuova posizione del problema della conoscenza, punto di orientamento intellettuale e criterio valutativo interno. Secondo Cassirer il Rinascimento è il momento della liberazione e autonomizzazione della coscienza dalla psicologia religiosa del medioevo. Il compimento del concetto agostiniano di io si attua solo nella coscienza empirica della natura: nella filosofia rinascimentale della natura il concetto di io è solo un oggetto particolare, ma proprio il limite provvisorio indica la direzione dello sviluppo del pensiero moderno: la finalità sistematica della filosofia di Cusano, cioè il recupero dell'intelletto puro dalla materia delle impressioni sensibili, diventa il suo compito storico.

Sul piano gnoseologico sottolinea il rapporto di continuità tra platonismo e Rinascimento: sarebbe sbagliato definire il Rinascimento filosofico del quattrocento come una scoperta del platonismo. La svolta storica del platonismo segnata da Cusano consiste in una interpretazione idealistica della teoria delle idee, nella critica del realismo medievale e nella risoluzione del sistema della conoscenza in un sistema di segni, fondato sui principi della similitudo ("Similitudine enim fit cognitio") e della assimilatio: "mens per se est dei imago et omnia post mentem, non nisi per mentem".

Il tema del rinnovamento del platonismo costituisce il nucleo storico problematico della interpretazione cassireriana. Egli distingue due fasi: una preparatoria di separazione (e comprensione) degli elementi del platonismo dagli elementi del neoplatonismo e del cristianesimo e una fase riformatrice, di ritorno alla originaria teoria delle idee (Pletone e Ficino).

Al rinnovamento del platonismo si accompagna la riforma della psicologia aristotelica: "ci si richiama all'Aristotele originale per rovesciare l'Aristotele caposcuola" (p. 123).

La filosofia rinascimentale della natura, esaminata nel suo contemporaneo sviluppo in Germania e in Italia, si caratterizza per l'inversione del rapporto soggetto-oggetto, quale si era sviluppato nella dissoluzione concettuale della realtà esterna operata dalla scepsi: la filosofia della natura è "rivolta unanimemente al mondo oggettivo, la cui certezza è garantita fin dal principio dalla percezione e dalla rappresentazione intuitiva; il suo obiettivo finale, tuttavia, è "la critica alla definizione tradizionale del concetto di autocoscienza" (pp. 233 e 234).

La compresenza del momento oggettivo dell'indagine naturalistica e del momento soggettivo della psicologia naturale dell'individuo caratterizza la filosofia della natura dei secoli XV e XVI, dominata dal concetto neoplatonico di sviluppo e dal concetto di mondo come organismo, prima forma di espressione del "pensiero dell'autosufficienza delle leggi naturali" (p. 238).

La differenza tra la filosofia rinascimentale della natura, ancora impegnata a svelare mediante il senso la natura delle cose e gli inizi, pure rinascimentali, della scienza esatta moderna è espressa da Cassirer con il ricorso al motivo platonico della differenza di pragmata e logoi: "la via verso la natura passa per i logoi, intesi nel loro duplice significato di principi della ragione e di rapporti matematici" (p. 356). "Contro la concezione sostanzialista del mondo ne sorge ora un'altra, che ha le sue radici nel concetto di funzione" (p. 446). Tale concetto è provvisoriamente definito e compreso nella figura keplerianogalileiana di metodo.

Nel II vol. segue la sezione sulla fondazione dell'idealismo, cioè sulla filosofia cartesiana e i suoi sviluppi (soprattutto Malebranche). L'esposizione della teoria cartesiana della conoscenza individua quale elemento genealogico del sistema idealistico la separazione della direzione metodica dalla direzione metafisica nella filosofia di Cartesio, che situa il passaggio alla metafisica, cronologicamente e logicamente, dopo la formulazione dei principi gnoseologici e solo a loro conferma.

La teoria genetica della definizione collega Spinoza e Leibniz e rinvia a Hobbes: "Definire una figura non significa ricercare e descrivere l'uno accanto all'altro i particolari caratteri che vi si manifestano, ma piuttosto farla sorgere di fronte agli occhi dello spirito secondo lo sviluppo di una legge ben definita. Ogni vera definizione scientifica è quindi genetica; essa non si limita a riflettere un oggetto sussistente, ma scopre la natura della sua stessa formazione" (p. 113).

Il sistema empiristico si caratterizza per la centralità della teoria dell'astrazione, come luogo storico del rapporto tra le filosofie di Locke, Berkeley e Hume e come luogo teoretico di approfondimento problematico in chiave neokantiana del problema dell'astrazione. Sul piano teoretico Cassirer introduce alcune riflessioni sul concetto della "rappresentanza": ogni contenuto della coscienza ha la tendenza a mettere in risonanza contemporaneamente tutti i contenuti particolari a esso simili, offrendoli cosi, allo spirito, Der quanto in forma mediata e attenuata" (p. 337).

Più che per l'astrazione Cassirer ha interesse per la considerazione (Betrachtung) "per cui scorgiamo in un oggetto individuale qualcosa di tipico e prescindiamo dalle particolarità variabili della figura singola, allo scopo di cogliere unicamente la sua definizione e in questa la legge universale di formazione" (p. 339-40).

Secondo il piano programmatico dell'E. e l'istanza teoretica di fondo del neokantismo marburghese, Cassirer esamina infine la filosofia kantiana come teoria della conoscenza. Al centro dell'analisi si trova pertanto la Critica della ragione pura, citata nella seconda edizione. Egli attribuisce pure molta importanza alle Riflessioni degli anni 1768-1770 sui principi di spazio e tempo; ritiene, con Hermann Cohen, che "il vero fulcro del problema kantiano dev'essere ricercato nel sistema dei principi sintetici" (p. 679, nota 2). Cassirer riafferma in primo luogo il carattere sintetico delle intuizioni pure, riproponendo il complesso tema del rapporto tra l'estetica e la logica trascendentale: "la concordanza del risultato sostanziale fondamentale, cioè della dottrina della idealità dello spazio e del tempo faceva passare in secondo piano di fronte agli occhi di Kant il fatto che fosse ormai cambiata la posizione in cui tale risultato dev'essere situato nel sistema complessivo della conoscenza. Soltanto la logica trascendentale porta in proposito il necessario completamente e la necessaria modificazione" (p. 742). Nella prospettiva neocritica l'estetica appare estranea alla definitiva formulazione critica" (p. 804), le intuizioni pure "debbono quindi trasformarsi da oggetti, che è necessario conoscere, in funzioni, con cui e attraverso cui soltanto noi conosciamo (...). Spazio e tempo sono i primi e fondamentali mezzi costruttivi dell'oggettività (p. 745).

TERZO VOLUME

Scritto nell'ultimo periodo della permanenza a Berlino, ma pubblicato solo nel 1920, dopo la guerra, Die nachkantischen Systeme, III volume dell'E., come si legge nella Prefazione (Amburgo, ottobre 1919), non nasce da un intento storiografico, ma dalla consapevolezza storica della continuità tra i movimenti filosofici contemporanei: il movimento neokantiano, quello fichtiano, il movimento neohegeliano, quello neofresiano e i sistemi postkantiani. Nella Prefazione, in cui Cassirer giustifica la delimitazione della materia alla prima metà del secolo XIX e alla problematico gnoseologica, si allude anche a "vasti lavori preparatori" per la continuazione dell'esposizione del problema della conoscenza nella seconda metà del XIX secolo, destinati a confluire nel IV volume dell'E., scritto nel 1940 a Goteborg e pubblicato postumo.

L'interpretazione delle teorie della conoscenza di Jacobi, Maimon, Reinhold, Schulze e Beck mette in luce un sistema di reciproche interrelazioni che si instaura tra gli autori.

Sul piano contenutistico, delle teorie della conoscenza, e sul piano dei rapporti con le fonti kantiane, l'analisi dei sistemi filosofici postkantiani evidenzia la centralità del problema della determinazione dell'oggetto dell'esperienza e del problema della cosa in sè. Sul piano dei rapporti tra kantismo,e postkantismo si evidenzia inoltre la specificità dei singoli approcci testuali: secondo questa modalità dell'esposizione, si rintraccia per ogni autore una fonte primaria, decisiva, dell'istituzione della relazione privilegiata col kantismo: per Jacobi la fonte è lo scritto precritico Beweisgrund sul concetto della posizione assoluta, per Maimon è la Critica della ragion pura, per Fichte la Critica della pratica, per Schelling la Critica del giudizio, per Hegel La religione nei limiti sola ragione.

Cassirer mostra il progressivo processo di frammentazione e, a suo parere, di chiarificazione del pensiero critico, la differenza dell'interpretazione filosofica dall'interpretazione filologica, di scuola, dei commentatori e il valore gnoseologico delle singole posizioni.

Anche l'interpretazione della dottrina della conoscenza nell'idealismo speculativo di Fichte, Schelling e Hegel mette in luce un vasto sistema di relazioni e influenze costituito dalle premesse logiche e metodologiche comuni; ma, a differenza del primo postkantismo, l'idealismo assoluto appare caratterizzato da una fondamentale unità di metodo. La continuità storico-filosofica del postkantismo è intesa da Cassirer come continuità di sviluppo del principio metodico trascendentale dalla forma kantiana alla forma postkantiana. Le teorie idealistiche postkantiane elaborano in senso speculativo il principio kantiano. La forma speculativa del metodo trascendentale è il metodo genetico.

L'interpretazione dell'idealismo si limita all'interpretazione della metodologia, dello sviluppo del metodo genetico dalla forma soggettiva alla forma oggettiva, alla forma concettuale, dialettica.

Nel concetto di genesi si trova il fondamentale punto comune dei sistemi di Fichte, Shelling ed Hegel, il principio unitario dell'idealismo assoluto. La trasformazione del metodo da costruttivo e interpretativo del sapere, del soggetto, quale appare in Fichte, a costruttivo, interpretativo e produttivo della natura, dell'oggetto, quale appare in Schelling, si compie nella versione hegeliana del metodo, nel quale il principio genetico del divenire "penetra non solo nella sfera della natura o in quella della coscienza soggettiva, bensì nella sfera del concetto medesimo" (p. 388): "se lo si vuol cogliere davvero nella sua purezza e genuinità, esso non può presupporre la distinzione di soggetto e oggetto, di pensiero ed essere, ma deve risalire al punto di unione che è anteriore a questa separazione" (ibid.). Al criterio metodologico è legata la distinzione del momento fenomenologico e del momento logico dell'hegelismo, la chiarificazione del rapporto tra la Fenomenologia dello spirito e la Scienza della logica: la fenomenologia è l'introduzione propedeutica alla logica che opera il passaggio dalla dialettica della coscienza alla dialettica dei concetti. Nei termini kantiani della distinzione di intelletto intuitivo e intelletto discorsivo, la logica di Hegel è "la logica dell'intelletto intuitivo; di un intelletto che ha fuori di sè soltanto ciò che esso stesso ha prodotto. Essa non conosce rifrazione od offuscamento che questo intelletto subirebbe attraverso un mezzo estraneo (...). Qui ci troviamo ad un punto in cui la divisione e delimitazione in cose finite, alle quali il nostro concetto si dovrebbe conformare, perde il suo significato, e dove invece degli 'oggetti' abbiamo dinnanzi a noi la loro genesi e la loro norma ideale" (p. 458).

QUARTO VOLUME

Nel 1950 venne pubblicata l'edizione inglese del IV volume dell'E. Redatto a Goteborg fra il luglio e il novembre 1940 il manoscritto fu conservato in Svezia per preservarlo dai rischi del viaggio in America e consegnato alla vedova nel 1946.

L'opera si caratterizza per la forma espositiva fortemente tematica: l'articolazione in tre libri, La scienza esatta, L'ideale conoscenza nella biologia e le sue trasformazioni, Forme tendenze fondamentali della conoscenza storica, corrisponde alla scelta di tre grandi problematiche, solo all'interno delle quali si instaura il procedimento storiografico; i volumi I-III dell'E., invece, all'interno dell'opzione metodologica principale, critico conoscitiva, si caratterizzavano per l'accentuata impostazione storiografica. Il IV volume si presenta non soltanto come continuazione e conclusione della monumentale storia filosofica del problema della conoscenza, ma, nelle singole parti, come completamente delle ricerche gnoseologiche di Cassirer circa i tre ambiti sopra citati. In realtà quello che viene a completarsi è il progetto di una storiografia filosofica come schema sinottico dello scibile, dove la filosofia è guidata dalle scienze particolari e si fa imprimere da ognuna di esse un determinato indirizzo (cfr. Introduzione, p. 37).

Tuttavia il IV volume non è dedicato alla storia della teoria della conoscenza, sviluppata dalle grandi scuole neokantiane nella seconda metà dell'Ottocento: la trattazione del problema della conoscenza si è infatti conclusa con Fries, agli inizi degli anni Trenta.

La prima sezione sul problema della scienza esatta è un'esposizione storico-sistematica del materiale storico-scientifico di riferimento di Substanzbegriff und Funktionsbegriff (1910) e di Determinismus und Indeterminismus in der modernen Physik (1937), articolato per problemi: il problema delle geometrie non euclidee e il problema del numero. Il punto di partenza dell'esposizione è l'Erlanger Programm (1872) di Felix Klein dove, attraverso l'equiparazione delle geometrie possibili, la geometria è definita nelle diverse sue possibilità pura scienza delle relazioni. La matematica deve porsi solo problemi di struttura e non problemi di esistenza. Dal punto di vista gnoseologico il problema delle geometrie non euclidee è il problema della legittimità delle idealizzazioni.

La trattazione dei problema della conoscenza nella biologia prende le mosse dalla teoria della conoscenza della natura e dalla definizione di organismo di Kant. Causalità e finalità sono forme d'ordine: "la causalità considera succione obiettiva degli eventi nel tempo, l'ordine nel divenire; la finalità considera la struttura di quelle classi di oggetti empirici alle quali diamo il nome di organismi" (p. 196). La biologia è studio dell'ente delle forme della natura, compagine unita e chiusa in se stessa, che non abbisogna di cause sovraempiriche e sovrasensibili che la spieghino (cfr. ibid). La nozione kantiana di organismo è alla base dell'ideale metodologico di Cuvier dell'anatomia comparata, nella sua opposizione all'ideale della diagnostica di Linneo. Altra fonte della biologia moderna è la morfologia di Goethe.

La tesi della genesi illuministica del pensiero storico moderno governa la trattazione delle forme fondamentali della conoscenza storica e degli indirizzi storiografici, quali si sviluppano nel XIX secolo: "ciò che caratterizza e distingue il secolo XIX non è la scoperta del pensiero storico, ma il nuovo indirizzo che esso dà a questo pensiero. Si compie qui in realtà un particolare rovesciamento, una specie di rivoluzione copernicana che dal alla scienza storica una forma nuova" (p. 340), in primo luogo con Herder, il "Copernico della storia" che "vuole spiegare la storia puramente in base all'essenza dell'uomo e come svolgimento dell'umanità" (ibid.).

OSSERVAZIONI

Nonostante alcuni parziali cambiamenti di rotta nel diseguale succedersi dei volumi dell'E. lungo gli anni, restano invariati il programma che regola le migliaia di pagine del lavoro di Cassirer e l'obiettivo ideologico: l'applicazione di un iperidealismo critico a tutto il campo del sapere. L'impressione, nonostante il pregevole e ammirevole sforzo di erudizione, è di una chiusura sempre maggiore alla sapienza e di un godimento dell'autore, razionalmente inesplicabile, dinanzi al frammentarismo che deriva da una concezione filosofica (il neokantismo di Marburgo) teoricamente tanto limitata quanto posta da Cassirer a misura di ogni concezione intellettuale. Inaccettabile, infatti, è la forzatura del pensiero originale degli autori per adattarlo alla propria teoria genetica del criticismo kantiano (si veda per tutti la trattazione delle dottrine galileiane, pp. 421-462 del primo volume), quantunque si debba giustamente riconoscere una certa evoluzione omogenea del pensiero antimetafisico con il contributo di tutti i pensatori trattati e di altri ancora.

L'essere non ha per Cassirer alcun posto nella conoscenza e si assiste nel suo metodo di pensiero filosofico a una costante volontaristica forzatura della facoltà intellettuale tal che, lungi dall'aprirsi naturalmente a tutto l'essere, finisce per smarrirsi e ridursi a banale strumento per la catalogazione di dottrine autogenerantisi.

Naturalmente la trascendenza personale non ha alcun posto nell'opera di Cassirer. Ogni riferimento a Dio va inteso abitualmente con altro significato.

 

                                                                                                                  N.N.(1993)

 

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[1] La recensione è stata fatta sulla base della I ed. il Saggiatore di Alberto Mondadori Editore, Milano 1968, identica alla prima italiana.

[2] Vol. I, Berlin 1906; 1911(2) (ed. riveduta con correzioni e aggiunte e con l'omissione di una introduzione sulla filosofia greca); 1922(3); ristampa: Darmstadt 1971 e Hildesheim 1971. Vol. II, Berlin 1907; 10-11(2); 1922(3); ristampa: Darmstadt 1971 e Hildesheim 1971. Vol. III, Die Nachkantischen Systeme, Berlin 1920; 1923(2). The Problem of Knowledge, vol. IV: Philosophy, Science and since Hegel, New Haven — London 1950.